14.6.16
ΣΑΝ ΣΗΜΕΡΑ ΤΟ 2009 ΠΕΘΑΝΕ Ο ΙΒΑΝ ΝΤΕΛΛΑ ΜΕΑ
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Γιωργος Κεντρωτης
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Ετικέτες ΙΤΑΛΙΚΟ ΤΡΑΓΟΥΔΙ, DELLA MEA (IVAN), ROSSO UN FIORE
16.6.12
ΤΡΑΓΟΥΔΑΕΙ Ο ΙΒΑΝ ΝΤΕΛΛΑ ΜΕΑ
ΤΡΑΓΟΥΔΑΕΙ Ο IVAN DELLA MEA
IL SEDICI GIUGNO
Il sedici giugno si fece gran festa
cantando trent'anni di vita e d'amore
uniti trovammo negli occhi felici
più ricca la voglia di un mondo migliore.
Quel giorno la nave si fece più rossa
più grande di vele e ancora più rossa
più forte ed unita e ancora più rossa
Alceste lo vedi, la nave è più rossa.
Le case occupate, i prezzi assassini
i disoccupati, i cassa-integrati
le scuole fantasma per troppi bambini
i letti fantasma per troppi malati.
E sull'autostrada, uscita Baracche
il Belice grida «Vogliamo la casa
ai terremotati e le vecchie baldracche
ci han dato uno schifo chiamato autostrada».
Da oggi in Sicilia la nave è più rossa
ed anche in Sardegna la nave è più rossa
a Napoli a Reggio la nave è più rossa
Jolanda lo vedi la nave è più rossa.
Il sedici giugno si fece gran festa
cantando trent'anni di vita e d'amore
uniti trovammo negli occhi felici
più ricca la voglia di un mondo migliore.
Ma quanto dolore per dare allo svolo
di te fantasia un attimo solo
E dare voce alle vittorie
della nave e per cantare
la ragione tutta nostra
e la vita e l'amore.
E dire basta anche ai morti
delegati alla cultura
c'è chi ancora chiede case
di mattoni e non parole.
E tarantelle ma di rabbia
in baracche senza nome
va la nave va in Sicilia
va e bordeggia il meridione.
E per dar voce alle vittorie
della lotta e per cantare
la ragione tutta nostra
e la vita e l'amore.
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9.5.11
ΤΡΑΓΟΥΔΑΕΙ Ο ΙΒΑΝ ΝΤΕΛΛΑ ΜΕΑ
ΤΡΑΓΟΥΔΑΕΙ Ο IVAN DELLA MEA
NOVE MAGGIO
E nei giorni della lotta
rosso era il mio colore
ma nell'ora del ricordo
oggi porto il tricolore.
Tricolore è la piazza
tricolori i partigiani
«Siamo tutti italiani»
«Viva viva la nuova unità».
E che festa e che canti
e che grida e che botti
e c'è Longo e c'è Parri
e c'è anche Andreotti.
E c'è il mio principale
quello che mi ha licenziato
quello sporco liberale
anche lui tricolorato.
Mi son tolto il fazzoletto
quello bianco verde e rosso
ed al collo mi son messo
quello che è solo rosso.
E mi hanno dato del cinese
mi hanno detto "disfattista"
ho risposto secco secco
«Ero e sono comunista».
Ieri ho fatto la guerra
contro il fascio e l'invasore
oggi lotto contro il padrone
per la stessa libertà.
E se vi va bene il liberale
con Andreotti e il tricolore
io vi dico «Siete fottuti
vi siete fatti incastrar».
E mi hanno dato del cinese
mi hanno detto "disfattista"
ho risposto secco secco
«Ero e sono comunista».
Fonte: AA.VV., Avanti popolo - Due secoli di popolari e di protesta civile, Roma, Ricordi, 1998
Informazioni: Il 9 maggio 1965 si è svolta la commemorazione ufficiale e unitaria del ventennale della Resistenza, a Milano.
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Γιωργος Κεντρωτης
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2.3.11
ΤΡΑΓΟΥΔΑΕΙ Ο ΙΒΑΝ ΝΤΕΛΛΑ ΜΕΑ
ΤΡΑΓΟΥΔΑΕΙ Ο IVAN DELLA MEA
BALLATA PER CIRIACO SALDUTTO
Lui ha quindici anni, cognome Saldutto,
alunno alle medie, scuola Pacinotti,
venuto di Puglia, "terrone" immigrato:
Torino lo boccia e lui s'è impiccato
Per fare chiarezza diciamo: è un delitto,
è un altro delitto della repressione,
che usa la legge, il fucile e la scuola
per farci più servi del nostro padrone
Si sa che il padrone le sue maestranze
le vuole istruite e ben educate;
con la sua cultura, la sua disciplina
lui plasma i servi di ogni officina
La tua cultura e del tuo paese,
sia chiaro, "terrone", va buttata via;
la scuola ti dà un'altra cultura,
quella dei padroni e della borghesia
E tu puoi scordare l'azzurro del cielo
di Puglia e il dialetto della tua terra:
tuo cielo è la FIAT, tua terra è Torino,
la scuola, Saldutto, è il campo di guerra.
Ma non c'è battaglia, non c'è condizioni,
"terrone", ti adegui oppure accadrà
che la repressione di tutti i padroni
con l'arma del voto ti escluderà
Così a quindici anni ti han tolto anche il cielo
e in cambio ti han dato un vuoto di niente,
e l'ultimo gioco che ti hanno lasciato
è un pezzo di corda e ti sei impiccato.
Per fare chiarezza diciamo: è un delitto,
un altro delitto della repressione,
che usa la legge, il fucile, la scuola
per farci più servi del nostro padrone.
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Γιωργος Κεντρωτης
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30.8.10
ΙΒΑΝ ΝΤΕΛΛΑ ΜΕΑ: ΤΟ ΠΛΟΙΟ ΤΩΝ ΤΡΕΛΩΝ



Για τον φίλο μου τον Λάμπρο Τ.
ΤΡΑΓΟΥΔΑΕΙ Ο IVAN DELLA MEA (1940-2009)
LA NAVE DEI FOLLI
E disse «Andiamo si va per partire
il vento già spacca già gonfia le vele
e l'àncora-angoscia per mille e più braccia
già leva dal fango di mille miserie»
«Non posso» - risposi - «le mille valigie
di questa partenza mi legano al mondo;
io per partire le devo lasciare
però senza quelle per me non c'è volo»
Mi disse: «Il bagaglio di mille paure
per mille d'angosce di vecchie certezze
per mille speranze di cane deluso
che resta bastardo tra mille carezze»
Mi disse: «È questo che devi lasciare
sul molo del tempo per una speranza
raccogli il tuo sporco e tienilo stretto
ché altro non serve per fare allegria»
Ma quanto dolore per dare allo svolo
di te fantasia un attimo solo
È piena la nave dei cani delusi
rimasti bastardi tra mille carezze
è bello vederli coi pugni ben chiusi
tenersi lo sporco, lasciar le promesse
dei mondi civili dei mille ritratti
quadrati perfetti del senso comune
cornici di forme a specchio pulite
così che la rabbia si umilia nell'arte
Ma quanto dolore per dare allo svolo
di te fantasia un attimo solo
E guardo la vela di fogli di carta...
mi volto e lontano sul molo già vedo
con l'occhio civile l'esperto dell'arte
cercare l'orgasmo sui mille bagagli
Lo guardo felice e lancio la pietra:
si ferma nel cielo più grigio di lastra,
nel cielo si affila a lama sicura
che piomba, ti sfiora babbeo e ti castra
La nave dei folli veleggia veloce
il foglio garrisce nel gioco di parte;
sul bianco compare ben rossa una croce:
un altro caduto sul campo dell'arte
Ma quanto dolore per dare allo svolo
di te fantasia un attimo solo
Milano spaccata tra uffici e stazioni
tra fabbriche e chiese tranciate ridendo
passate sul filo di spada e di prua:
la nave dei cani veleggia sicura
A notte coi pugni ben chiusi d'amore
guardando la scia dei mille rottami
di arte e cultura, d'angosce d'autore
dei mille valori metropolitani:
a noi cani sporchi più volte delusi
rimasti bastardi tra mille carezze
ci prende la voglia di aprire le mani
di unire alle vele le nostre bandiere
Ma quanto dolore per dare allo svolo
di te fantasia un attimo solo
E quando spaccata ogni vecchia cultura
che è anche nostra e che abbiamo lasciata
tra mille valigie sui moli d'angoscia
nel porto dell'arte timbrata e schedata:
potremo guardare la scelta futura
la scelta dei cani bastardi nell'ossa
e ancora una volta e chiedersi ancora
se ancora tentare se ancora si possa
E allora trovando negli occhi compagni
la voglia e la gioia di essere bimbi
ognuno già bimbo dirà: «Certo è mia:
si può si può fare la nave è anche mia
La nave del sogno è mia per ragione,
è nostra per scelta di cani delusi
che sanno creare tenendo lo sporco
ben stretto e cosciente tra pugni rinchiusi».
Ma quanto dolore per dare allo svolo
di te fantasia un attimo solo
La nave dei folli che rompe in letizia
la vecchia cultura con nuova allegria
e tutto il dolore già trancia sul ferro
del grande lucchetto per dare la via
al volo finale di tutto l'amore
al volo finale della fantasia
e ridere al tempo di oggi struttura
eletta a potere della borghesia
E ancora più bimbi con carta e bandiere
guardando diritto il solo pennone
faremo la danza dei cani delusi
coi pugni serrati per nuova illusione
Ma quanto dolore per dare allo svolo
di te fantasia un attimo solo
La nave dei folli eletta a "ragione"
per segno diventa parola e poesia
diventa creazione per rivoluzione
per l'attimo solo, ma di fantasia
diventa creazione per rivoluzione
per l'attimo solo, ma di fantasia
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Γιωργος Κεντρωτης
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Ετικέτες ΙΤΑΛΙΚΟ ΤΡΑΓΟΥΔΙ, DELLA MEA (IVAN), LA NAVE DEI FOLLI
16.1.09
ΤΡΑΓΟΥΔΑΕΙ Ο ΙΒΑΝ ΝΤΕΛΛΑ ΜΕΑ
ΤΡΑΓΟΥΔΑΕΙ Ο IVAN DELLA MEA
CREARE DUE, TRE, MOLTI VIETNAM
A chi mi aspetta in buona o mala fede a chi mi chiede «A Cuba cos'hai visto?» risponderò «La rivoluzione». Amico ho visto la rivoluzione da L'Avana a Santiago nella gente giorno per giorno la rivoluzione uomo per uomo la rivoluzione come lotta continua nel presente. A chi mi aspetta in buona o mala fede a chi mi chiede «Fidel tu l'hai visto?» risponderò «Amico si l'ho visto sette milioni ho visto di Fidel da L'Avana a Santiago nella gente giorno per giorno sempre con Fidel uomo per uomo sempre con Fidel nella lotta continua col presente» A chi mi aspetta in buona o mala fede a chi mi chiede «Fidel ti ha parlato» io urlerò «Cuba mi ha parlato». Il dovere del rivoluzionario è solo fare la rivoluzione e sola via è la lotta armata è la guerriglia nel Vietnam come in Bolivia come nel Vietnam. A chi aspetta in sola malafede e ancora chiede «Fidel ti ha parlato» io urlerò «Cuba mi ha parlato» io urlerò «Cuba mi ha parlato». Creare due tre molti Vietnam Creare due tre molti Vietnam Creare due tre molti Vietnam. Anche di te Cuba mi ha parlato anche per te Cuba mi ha parlato contro di te Cuba mi ha parlato è nella tua fabbrica il tuo Vietnam nel tuo padrone il tuo Vietnam nella tua scuola il tuo Vietnam nella carica della polizia il tuo Vietnam. Creare due tre molti Vietnam Creare due tre molti Vietnam Creare due tre molti Vietnam. Giorno per giorno sei nel Vietnam ora per ora sei nel Vietnam contro di te Cuba mi ha parlato contro di te Cuba mi ha parlato contro di te Cuba mi ha parlato. Creare due tre molti Vietnam Creare due tre molti Vietnam Creare due tre molti Vietnam.
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Γιωργος Κεντρωτης
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