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30.10.08

ΤΡΑΓΟΥΔΑΕΙ Ο ΑΝΤΖΕΛΟ ΜΠΡΑΝΤΟΥΑΡΝΤΙ



ΤΡΑΓΟΥΔΑΕΙ Ο ANGELO BRANDUARDI


TANGO


Come arance rosse
assaporo i giorni
ora che ho incontrato te.
Dolce e profumata
ora è la mia vita
e per questo: grazie a te.
Ora io cammino tra le rose
e quando è sera accanto a te riposo.
Non è mai tempo di versi tristi
e non verrà la stagione delle pioggie.
E non verrà la morte triste
alla nostra porta a cantare le sue canzoni.

4.5.08

ΕΝΑ ΠΟΙΗΜΑ ΤΟΥ ΤΣΕΖΑΡΕ ΠΑΒΕΖΕ: "ΤΑΝΓΚΟ"



CESARE PAVESE


TANGO


Mi son visto una notte in una sala chiusa
e l’abbraccio dei corpi che danzavano,
sollevati e schiantati dalla musica,
sotto la luce livida che filtrava nei muri,
di lontano, mi soffocava il cuore
come in fondo a un abisso, sotto il buio.
Tra bagliore e bagliore,
giungono spaventose scosse di una tempesta,
che impazzisce là in alto, sopra il mare.
Mi giungevano a tratti,
pallide e stanche,
le ombre dei danzatori,
vibrazioni di un mare moribondo.
E vedevo i colori,
delle donne abbraccianti
illividirsi anch’essi,
e tutto rilassarsi
di spossatezza oscena,
e i corpi ripiegarsi,
strisciando sulla musica.
Solo ancora splendeva
su quella febbre stanca
il corpo di colei
che fiorisce in un volto
tanto giovane e chiaro
da fare male all’anima.
Ma era solo il ricordo.
Io la guardavo immobile
e la vedevo, dolorosamente,
nella luce del sogno.
Ma passava strisciando,
senza scatti più, languida,
con un respiro lento
e mi pareva un gemito d’amore,
ma l’uomo a cui s’abbandonava nuda
forse non la sentiva.
E un’ubbriachezza pallida
le pesava sul volto,
sul volto tanto giovane e stupendo
da fare male all’anima.
Tutti tutti tacevano di ebbrezza,
travolti dentro il gorgo
di quella luce livida,
posseduti di musica,
nelle carezze ritmiche di carne,
e stanchi tanto stanchi.
Io solo non potevo abbandonarmi:
cogli arsi occhi sbarrati,
mi fissavo smarrito
su quel corpo strisciante.

23.1.08

ISAAC ALBENIZ: "TANGO"

Classical guitarist Nelson Amos plays Tango by Isaac Albeniz on his faculty recital given in 1988 at Eastern Michigan University.